Ora lo so, può succedere.

(foto di Karim Bouchetata)

(foto di Karim Bouchetata)

Pensavo fosse un fotomontaggio all’inizio. Poi ho verificato la notizia, ed era vera: ha nevicato nel deserto del Sahara. Mi è sembrata una cosa bellissima, non solo esteticamente, per l’arancio della sabbia ricoperta di neve bianca e gelata, ma per la rappresentazione plastica di opposti che si conciliano, di cose assai lontane fra loro, eppure insieme.

In fondo, tutti, prima o poi, cerchiamo di mettere assieme, appunto, cose, situazioni, relazioni, sogni che sembrano non poter coesistere. La maggior parte delle volte non ci si riesce, ma quasi mai è un fallimento poiché quel che s’impara lungo il tragitto diviene spesso più prezioso dell’intento ultimo che si portava in cuore.

Arrendersi. Resistere. Persistere. Lasciar perdere. Cambiare.

Portiamo dentro svariate possibilità. Ma quasi mai, ammettiamolo, la realtà si piega a quel che vorremmo. Facciamo sogni, immaginiamo progetti, forziamo noi stessi, cerchiamo di portar gli altri dove vogliamo noi, con i migliori sentimenti possibili, per il raggiungimento di un bene che realmente crediamo la cosa migliore che si possa vivere.

A volte accade di realizzare la visione, molto spesso al prezzo di trasformazioni e compromessi che la rendono diversa dall’archetipo, ma comunque bellissima e molto vera. Altre volte, invece, si diventa rigidi, tanto che ogni cosa si distrugge sotto il peso di tale durezza, sotto il torchio di una ostinazione che inghiotte gli orizzonti e sacrifica l’ossigeno.

Bisogna perdere per vincere in alcuni momenti della vita, pare.

La vita.

In questi giorni mi hanno dato un buon consiglio, mi hanno detto che il miglior modo di realizzare un sogno è preparare le condizioni della sua realizzazione. Dentro di noi, in primo luogo e attorno a noi, anche. E aspettare.
Mi piace questo consiglio, anche se spesso è difficile mettersi in attesa, affidarsi alla vita, fidarsi dell’amore e accettare di non legare se stessi ad un sogno unico, ad un obiettivo solo, ad un sentire specifico che mette gli altri in secondo piano.
Bisogna piantare semi in abbondanza, ovunque, e crescere come i cespugli o come i rami degli alberi, allargarsi, cercar spazio, intersecarsi ad altre piante, creare un giardino.

E non chiudere mai il cuore alla possibilità che accada  come ad Ain Sefra, in Algeria.

Forse dentro ciascuno di noi esiste un deserto che aspetta la neve. E ora lo so, può succedere.

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/12/21/foto/neve_sul_deserto_del_sahara_non_succedeva_da_37_anni-154588341/1/?ref=HRESS-6#1